Star*Facility Centre

Azioni WP4

WP 4 Prodotti nuovi

Task 4.1

WP4 ı Attività preliminari

WP4 ı Realizzazione IMTA

Task 4.1

Policoltura: sperimentazione di coltivazione di mitili, ostriche e macroalghe.
Valutazione abbattimento cataboliti prodotti dall’allevamento dei molluschi bivalvi. 

La Gracilaria (Gracilaria/Gracilariopsis)

 

Il Progetto Mol.Mul.Sos. Gargano ha previsto l’introduzione di macroalga Gracilaria sui filari di mitili ed ostriche: innovazione di acquacoltura multitrofica integrata su due livelli (IMTA). La produzione di macroalghe autoctone di valore commerciale appartenenti ai generi Gracilaria/Gracilariopsis, nella laguna di Lesina è ben nota. Negli anni ‘80 del secolo scorso, la storia della Gracilaria impegnava i pescatori dediti alla raccolta e al suo essiccamento in ambiente naturale. L’intento del giovane ricercatore del CNR Pasquale Trotta che ne valorizzò gli usi alimentari e farmaceutici (per l’estrazione industriale di agar), era quello di garantire una integrazione del reddito, ma la produzione di Gracilaria poteva costituire una migliore gestione ecologica dell’ecosistema lagunare. Oltre ad avviare una filiera di tipo industriale. 

Nei primi anni 2000 – dopo lunghi anni di assenza della macroalga in laguna, un nuovo progetto ha reintrodotto la specie con appositi orti, al fine di ricostruire l’ecosistema particolarmente importante per i cicli riproduttivi del latterino (Atherina boierii sp) specie autoctona delle lagune, minacciata, perciò inserita nella lista rossa. Anche per prevenire varie crisi anossiche associate a lattescenza; queste in laguna si manifestano non raramente e negli anni successivi a quella raccolta, poi abbandonata, si presentarono ripetutamente più volte, creando seri problemi produttivi alla laguna e disagi per le esalazioni maleodoranti nei periodi di caldo estivo.

Attualmente la Gracilaria a Lesina tappezza ampie aree del fondo lagunare, foto-sintetizzando anche in acque torbide grazie ai suoi particolari pigmenti e può assorbire cataboliti e nutrienti (biorimedio) sottraendo CO2, ossigenando le acque lagunari spesso sofferenti per lo scarso ricambio idrico e le alte
temperature.

 

Realizzazione dell’impianto multitrofico integrato Mollusc

 
FASE PREPARATORIA (ottobre – novembre 2022)
Cespiti di gracilaria sono stati prelevati in laguna a Lesina, dove la macroalga è presente in quantità sufficienti e in buono stato, nonostante la lunga stagione estiva 2022, caratterizzata da scarse precipitazioni e il perdurare delle temperature elevate, ben oltre tutte le medie stagionali (situazione persistente fino ad inizi di novembre).
 
La macroalga è stata prelevata grazie al supporto dei pescatori di Lesina, quindi portata a terra e sistemata in appositi contenitori con acqua lagunare, per essere immediatamente trasportata e trasferita nelle vasche di acclimatamento presso il canale di Capojale. Qui sono state allestite a terra tre vasche riempite con acqua di mare – tenuta in circolazione da apposite pompe – e sul fondo della vasche è stata depositata la gracilaria, prima dell’impianto tra i filari di molluschi. La fase di acclimatamento è proseguita per due settimane.
 
IMPIANTO A MARE
Per la sperimentazione in mare aperto, negli impianti off shore, per i mitili è stato individuato un impianto di tipo “intensivo” (distanza tra filari 30metri, distanza delle reste sui filari 70 cm) più prossimo alla linea di costa. In una parcella dell’impianto, sono state preparate longline di cordame biodegradabile, innestate con cespiti di gracilaria successivamente trasferite in mare per essere sistemate e intramezzate tra due reste di mitili (quindi a ca. 35 cm).
In seguito alle prime ispezioni per monitorare l’andamento dell’impianto LongLine, agli inizi di gennaio alcuni filari sono stati sostituiti con la tecnica dell’accrescimento della macroalga Gracilaria in apposite lanterne protette da rete di Nylon. Anche queste intervallate con reste di mitili.
 
Per la sperimentazione su filari di ostriche – all’interno dello stesso specchio acqueo in
concessione – la soluzione adottata si è indirizzata a posizionare la gracilaria nelle apposite ceste utilizzate per la produzione di ostrica piatta mediterranea; questi cestelli vengono sistemati in un castelletto di cinque ceste. La scelta optata per la prova è stata quella di alternare tre cestelli con le ostiche con due di macroalga.
 
Tutte Le operazioni di impianto sono state svolte anche grazie al coinvolgimento dei giovani molluschicoltori, sotto la guida attente del prof. Francavilla.
 
 

Le attività saranno sviluppate per una intera campagna produttiva. I monitoraggi avranno cadenza mensile. 
Dopo la messa a mare dell’impianto di Gracilaria su LongLine in associazione ai filari di mitili ed in associazione alle ceste di ostriche, gli impianti sono stati monitorati a breve distanza temporale ogni due settimane da metà novembre a fine dicembre. 
Nel corso dei sopralluoghi sono stati osservati: 
– Fenomeni di predazione dei getti di macroalga.

– Accrescimento ponderale.

– Rilevamento dei parametri chimico-fisici.

Sperimentazione su scala pilota di acquacoltura multitrofica integrata (IMTA) su due livelli in cui sarà combinata la produzione di mitili e ostriche con la produzione di macroalghe autoctone di valore commerciale appartenenti ai generi Gracilaria /Gracilariopsis. 

In una parcella di un impianto selezionato, costituita da almeno sei/nove filari della lunghezza di 50m, sarà ridotta la densità delle reste per metro del 10, 20 e 30%. In sostituzione, saranno inserite delle longlines veritcali della lunghezza variabile da 1 a 3 m. Sarà monitorato mensilmente il rapporto di crescita specifico della biomassa, la composizione chimica in termini di proximate analysis, CHNSO, macro e micro elementi, contenuto di classi di composti di valore commerciale quali: ficobiliproteine, polisaccaridi gelificanti, proteine e lipidi.

Con la stessa cadenza (mensile) sarà valutata la disponibilità di nutrienti nella colonna, pH, temperature, salinità, ossigeno disciolto, clorofilla-a e la composizione nutrizionale della parte edibile dei molluschi, nonché il confronto in termini di accrescimento ponderale con i molluschi allevati su una o più reste di controllo.

Inoltre, sarà valutata la quantità di cataboliti (principalmente N-ammonico e fosfati) rilasciati durante le fasi di lavorazione a mare delle reste di mitili.

 dati raccolti dalla sperimentazione permetteranno di stimare su scala pilota:

  1. La produttività di biomassa e di classi di composti commerciali ed il loro eventuale ritorno economico;
  2. La quantità di C, N e P organicati;
  3. Gli effetti sinergici sulla produttività dei mitili, in termini di accrescimento e di qualità della parte edibile.
  4. Costi/benefici dell’IMTA considerando anche gli aspetti socio-ambientali.